Ho letto in giro tantissimo sul web. Non ho trovato qualcosa che facesse al caso mio e spiegasse chiaramente la situazione, se non qualche accenno al rispetto delle linee guida facebook ads (cosa scontata, oltre che banale).

Per questo, ho deciso di inaugurare una nuova sezione del mio blog.

Questa sarà la guida facebook ads più completa che tu possa trovare in tutto internet.

No, non lo dico per vantarmi, e si, so che le cose su facebook variano rapidamente.

Tuttavia questa sarà una guida a facebook ads molto particolare.

Ti mostrerò infatti non soltanto come creare campagne facebook, ma come avere un tuo mindset (parola svalutatissima al giorno d’oggi) per avere un tuo metodo razionale e logico per creare una campagna pubblicitaria su facebook.

facebook ads guida - immagine copertina

Ti avverto.

L’articolo sarà lungo, ma sarà intenso. In esso troverai forse moltissime cose che non conosci.

Forse troverai poco o forse nulla. Tuttavia, come dico sempre sul mio gruppo facebook ROIBOOK a chi mi segue, o durante una mia consulenza facebook ads ad aziende o privati (che solitamente svolgo su Skype), a volte basta anche una piccolissima informazione. Un granello di polvere nella galassia della tua conoscenza.

Basta insomma pochissimo, e potresti trovare la soluzione al problema che blocca il tuo marketing su facebook dal divenire profittevole o che fa si che la tua campagna adv soffra di costi proibitivi.

ti faccio solo un esempio, giusto per capirci. Giusto un paio di giorni fa, giravo una pubblicità facebook da circa 3k day (se non lo sai, 3K day significa spendere in campagne facebook una media di 3000 euro al giorno).

Tutto era bello. La mia inserzione spingeva, il guadagno era consistente, il ROI (return of investment) era molto alto.

A quel punto, tu cosa avresti fatto? beh, ritengo quello che una persona qualunque avrebbe fatto, ovvero sedersi e gustarsi il proprio mojito brindando ai guadagni che sarebbero entrati in banca di li a poco.

Io non feci così. O meglio, non feci subito così. Da buon ingegnere quale sono, ho subito pensato di applicare il mio metodo razionale per testare se qualcosa potesse andare meglio.

Ho quindi modificato semplicemente l’adset che performava, aumentando la finestra di conversione da 7 giorni dal click ad 1 giorni dal click.

Ti confesso che non sapevo cosa stessi facendo in quel momento. Tuttavia il test mi ripagò quasi subito. Il ROI schizzò alle stelle, e quella campagna durò per settimane, fornendomi in pratica guadagni stellari.

Questo già ti fare capire una cosa, banale forse, ma fondamentale.

Il facebook marketing non ha un segreto che ti farà fare milioni. Scordati chi promette di venderti il segreto per diventare milionario con facebook ads stando in panciolle.

Sul mio gruppo facebook ROIBOOK ad esempio, questo concetto lo ripeto fino alla noia.

Non esiste la pillola magica che ti farà fare milioni. Esiste test, molto test, ma soprattutto metodo.

Il test è fondamentale in un sistema statistico che fa largo uso della probabilità, così come facebook ads.

Il metodo altresì potrà permetterti di evitare di spendere migliaia di euro a vuoto, non sapendo dove andare a parare.

Sono due facce della stessa medaglia, devi averli e saperli usare entrambi. Non c’è via di sfuggita.

Test sbagliati infatti, faranno si che tu non riesca a comprendere quale sia il parametro vincente nella tua campagna adv, e non ti permetteranno di spingere e scalare l’inserzione che potrebbe cambiare la tua vita in pochi giorni.

Un metodo sbagliato invece, farà si che tu navighi allo sbaraglio in un mare in tempesta, senza sapere dove dirigere il timone. Non saper realizzare test, significa non avere metodo.

Non avere metodo significa non sapere come impostare un test.

LEGGI QUA IN BASSO, E’ IMPORTANTE!

Prima di entrare nel vivo, ti do un consiglio, che potrebbe cambiare la tua vita. Entra nel mio gruppo facebook ROIBOOK. Al suo interno ogni giorno persone come me e come te si confrontano, analizzano inserzioni, scrivono case study e suggeriscono strategie che hanno testato in prima persona, e che potrebbero esserti molto utili. Puoi entrare da qui (ti si aprirà una conversazione su facebook messenger).

Fatta questa piccola (ma doverosa premessa) direi di iniziare e capire come ci si possa muovere agevolmente nel complicato panorama delle inserzioni facebook.

Pronto? iniziamo!

Facebook ads guida all’obiettivo: come sceglierlo?

La prima cosa da tenere in considerazione quando realizzi una campagna pubblicitaria su facebook è il tuo obiettivo.

E’ la prima cosa da tenere in considerazione, da pianificare attentamente.

Molti ad esempio sbagliano da principio l’obiettivo che si prefiggono, con l’evidente risultato di sbagliare totalmente la propria campagna pubblicitaria e bruciare al vento il proprio budget.

Quando crei inserzioni facebook sul tuo pannello per la realizzazione di una campagna pubblicitaria su facebook, è lo stesso social che ti chiede come prima cosa, cosa vuoi ottenere:

facebook ads guida - pannello creazione campagna

 

Ripeto, potrà sembrarti banale, ma molto spesso, durante la mia classica call per consulenza facebook ads, questo è uno dei primi errori che mi capita di vedere analizzando le campagne.

Devi partire da cosa vuoi ottenere, ed ottimizzare di conseguenza.

Vuoi like ad un post? vuoi condivisioni? vuoi commenti ad un tuo post? Dovrai utilizzare l’obettivo interazioni, che più si presta a questo obiettivo.

Vuoi visite al sito web? in questo caso, la migliore ottimizzazione possibile è quella di realizzare una campagna marketing su facebook che abbia come obiettivo il traffico sul tuo sito web o blog.

Vuoi far si che più persone possibile possano vedere il tuo video? sei magari uno YouTuber e vuoi promuovere il tuo canale? in tal caso, ti consiglio di utilizzare l’obiettivo visualizzazioni del video (video interni alla piattaforma facebook), magari mostrando solo una preview del video intero, e lasciando un link al video completo sul tuo post.

Se infine vuoi vendere, la scelta che ti si pone davanti non è difficile: in questo caso utilizza l’obiettivo conversioni con azione standard di acquisto.

A questo punto ti chiederai se sia sbagliato (o meglio, totalmente sbagliato) usare obiettivi diversi da quelli previsti per pubblicizzare qualcosa.

Ad esempio, è sbagliato promuovere un tuo articolo sul tuo blog mediante una campagna facebook a interazioni?

Per darti una risposta, ti invito ad esaminare il grafico che ti propongo di seguito:

facebook ads guida - pubblico di una campagna facebook

 

Cosa significa esattamente questo grafico e come può aiutarci a scegliere il giusto obiettivo?

Essenzialmente, ti mostra come facebook va a scegliere il pubblico da “colpire” sulla base del pubblico che dai in pasto al tuo adset.

Immagina ad esempio di fare una tua analisi del pubblico a cui mostrare le inserzioni facebook, ed immagina che, alla fine di questa analisi, sia composto da circa mille persone (dico numeri a casaccio, non tenerne conto).

Su mille persone, statisticamente (si, statisticamente, alla fine ci riconduciamo sempre a statistica e probabilità come vedi), ci saranno ad esempio 700 persone che potranno lasciarti un like o un commento, 300 che potranno visitare il tuo sito web o blog (vuoi mettere la seccatura di cliccare un annucio ed uscire fuori da facebook, mentre vedevi la foto della tipa che ti piaceva in quel momento?) e solo 20 persone che sarano inclini ad acquistare un tuo prodotto.

Questo è un esempio, forse banale, ma che ti fa capire una cosa: facebook sceglie le persone, all’interno della tua audience, a cui mostrare le inserzioni della tua campagna marketing, sulla base di correlazioni.

Facebook ti conosce. Anche questo può sembrare banale, ma è così.

Facebook sa se sei più propenso a piazzare un bel like, piuttosto che leggere un articolo di un blog, piuttosto che vedere un video fino alla fine.

Torniamo quindi alla domanda iniziale: ha senso scegliere un obiettivo diverso rispetto a quello che ti sei prefisso?

la risposta è: ni. Ni perchè, se è vero che da un lato allarghi il sottoinsieme del pubblico al quale mostri la tua inserzione, dall’altro corri il rischio di spendere soldi a vuoto per mostrare la tua inserzione a persone che non sono inclini a fare quel che chiedi.

Assicurati quindi, in definitiva, di scegliere il giusto obiettivo di marketing, e testa se valga la pena utilizzare altri obiettivi, o preparati a spendere soldi a vuoto senza grossi risultati.

Facebook ads guida alla giusta audience: comprendi i problemi delle persone

Un altro tassello essenziale per la corretta riuscita di una campagna pubblicitaria è quello di trovare la giusta audience alla quale mostrare le tue inserzioni.

Anche questo è un fattore molto importante, che ripeto in ogni consulenza facebook ads che faccio, ma soprattutto sul mio gruppo ROIBOOK.

Puoi anche realizzare l’inserzione più bella di questo mondo.

Puoi passare ore a studiare una landing page.

Puoi passare settimane a realizzare il miglior funnel del mondo.

Tutto questo sarà solo tempo sprecato, se non riesci ad indirizzare il tuo messaggio a persone interessate.

Io ad esempio non sono un fumatore. Amo allenarmi, amo lo sport ma odio il fumo.

Supponi ora di vendere sigarette elettroniche. Se anche tu realizzassi la migliore inserzione facebook del mondo, secondo te, che effetto avrebbe se la visualizzasse una persona come me?

Esatto, solo sprecare denaro.

Messa in chiaro la cosa, resta un problema, che molti magari affidano al proprio consulente web marketing, ma che non hanno ben chiaro come risolvere all’atto pratico.

Come trovo l’audience dei miei sogni? quella che mi permetta di realizzare una inserzione che converta alla grande e mi permetta di macinare guadagni su guadagni?

La soluzione sta nel pensare come penserebbe la persona che vuole acquistare il tuo prodotto.

Lo so, a volte è difficile compiere questo sforzo mentale. Siamo giornalmente legati a vincoli imprescindibili che non ci permettono di pensare liberamente.

Abbiamo un sistema di credenze che ci siamo costruiti nel tempo al fine di proteggerci dal mondo esterno, e che è difficile da scardinare, proprio perché elimina gran parte delle nostre paure, e contemporaneamente ci da sicurezza.

Eppure dobbiamo fare questo sforzo. Dobbiamo capire quale sia il problema che il nostro prodotto risolve. Capire in che modo lo risolve (il cosiddetto “Angle”, ovvero il considerare le soluzioni del nostro prodotto da più punti di vista), e capire in che modo può riuscire a fare breccia nel sistema di credenze della nostra “buyer personas“.

Immagina ad esempio di vendere un prodotto dietetico.

Chi è il tuo cliente tipico? quali sono i problemi che il tuo prodotto risolve?

Nell’esempio che ti ho fatto, il prodotto può ovviamente risolvere i problemi di chi si sente non in pace con se stesso, di chi non riesce a guardarsi allo specchio.

Già, ma questa soluzione è banale. Vedila adesso diversamente, esci dagli schemi ed immagina un qualcosa di diverso.

Chi usa prodotti dimagranti, ad esempio, potrebbe essere anche chi fa culturismo ma non riesce ad eliminare la massa grassa.

Potrebbe essere l’uomo d’affari che, sebbene non sia grasso nel vero senso della parola, non abbia tempo per smaltire quella pancetta che il lavoro e la sedentarietà inevitabilmente gli porta.

Potrebbe essere anche chi, stanco di dover cercare abiti su misura per lui, voglia tornare alla normalità.

Come vedi, lo stesso prodotto fornisce soluzioni differenti a differenti persone.

Torniamo ora all’esempio della sigaretta elettronica. Ti ho detto che un prodotto simile non vedrebbe in me alcun interesse.

Proviamo ora ad espandere il nostro punto di vista. Io faccio palestra. Amo le arti marziali. Tuttavia in palestra ci sono ragazzi (e ragazze) che, pur compiendo attività motorie, fumano.

Cosa potrebbe succedere adesso? io, pur non essendo interessato al prodotto, potrei consigliarlo a chi nella mia palestra fuma. Potrei persino regalarlo ad amici fumatori, per eliminare il fastidioso puzzo di sigaretta che tanto odio.

Come vedi, in questo caso un prodotto che non considererei minimamente, potrebbe perfino attrarmi al punto di acquistarlo, per risolvere un problema che magari mi attanaglia (fumatori in casa di uno sportivo).

Ma come costruire la buyer personas? per farlo dovrai, come ti ho detto prima, immedesimarti in chi necessita del tuo prodotto.

Un ottimo metodo per farlo, e che ho imparato nel tempo, è quello di rispondere ad alcune domande, che contribuiranno, in funzione del tuo angle, a capire quale chi sia la tua buyer personas.

Pensa. Riflettici bene, leggi queste domande. Scrivitele in un foglio di carta. Pensa di nuovo e poi rispondi punto per punto:

  • Pensa al suo background demografico. E’ una persona più incline ad essere sposata piuttosto che single? dove vive? è uomo o donna? ha bambini?
  • Pensa al suo background sociale. Ha frequentato la scuola? dove si è fermato? Si è laureato? ha conseguito master? oppure ha deciso di fermarsi per iniziare immediatamente a lavorare?
  • Pensa al suo percorso lavorativo. E’ una persona che è riuscita a restare coerente col suo percorso di studi? ha rivoluzionato la sua vita ed ora fa qualcosa di diametralmente opposto a ciò che ha studiato?
  • Pensa al suo lavoro. Ha fondato società? è una casalinga? ha ruoli dirigenziali che potrebbero descriverlo come leader? Necessita di tools particolari per il suo lavoro? quali?
  • Pensa al suo modo di trascorrere il tempo. E’ una persona dedita al suo lavoro? è una persona che ha hobby? quali? passa del tempo a leggere blog online? quali?
  • Pensa alle sue abitudini di acquisto. Passa del tempo ad acquistare online? da quali e-commerce principalmente? cosa potrebbe aver acquistato recentemente?

Rispondi a tutte queste domande. Alla fine di questo processo di Brain storming avrai ottenuto un risultato duplice.

Da un lato, ti sarai formato il profilo della tua buyer personas. La potrai quasi vedere la accanto a te, che ti osserva.

Dall’altro, conoscerai meglio i suoi gusti, ma soprattutto i suoi interessi.

Prendi nota dei suoi interessi. Di ciò che legge, di ciò che ha studiato. Di ciò che lo appassiona o lo emoziona.

Come? puoi ad esempio effettuare ricerche su google.

Puoi scansionare la serp di Amazon cercando libri che siano a tema con le passioni, le aspirazioni e i modi di fare della tua buyer personas.

Segnati tutto. Poi trova corrispondenze con quel che hai trovato nella sezione interessi del tuo adset:

facebook ads guida - interessi adset

Trova corrispondenze ed inseriscile. Questo sarà la tua audience, e sarà l’audience che molto probabilmente ti darà grosse soddisfazioni in futuro.

E se la mia audience iniziale fosse enorme? cosa intendo per enorme? intendo un numero grande in rapporto al budget che posso spendere (ad esempio un milione di persone con un budget massimo di 20 euro).

In questo caso, per migliorare le tue inserzioni facebook, puoi utilizzare uno strumento molto potente, ma soprattutto gratuito.

Parlo di audience insights. Si tratta di un tool messo a disposizione gratuitamente da facebook, e che ti permette di capire, in funzione degli interessi scelti, praticamente ogni cosa del tuo target.

Lo capisco, puoi ancora avere dubbi. Ti mostro subito quindi, con un esempio pratico, come poter migliorare la tua campagna facebook con audience insight.

immagina di dover entrare nello specifico di un pubblico il cui interesse sia affiliate marketing.

facebook ads guida - audience insight

Cosa noti? già, chi ha interessi in ambito affiliate marketing in italia è prevalentemente un uomo.

Non solo. L’interesse è maggiore nella fascia di età compresa tra 18 e 34 anni, mentre va rapidamente calando in seguito.

Queste informazioni sono importantissime. Potrei difatti realizzare una mia inserzione scegliendo uomini di fascia 18-34 con interesse affiliate marketing.

Avrei due effetti benefici. Restringerei da un lato il pubblico iniziale, evitando spreco di budget.

In secondo luogo mi rivolgerei a persone maggiormente interessate, con un aumento potenziale delle mie conversioni.

CONSIGLIO:

I pubblici, come avrai capito, sono un qualcosa di FONDAMENTALE per la riuscita di una tua campagna su facebook.

Se vuoi approfondire le tue conoscenze sui pubblici di facebook, ho creato una guida completa ai pubblici, che ti mostrerà le immense potenzialità della piattaforma di facebook:

Se vuoi acquistarla, potrai farlo cliccando sull’immagine in basso:

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Facebook ads guida al retargeting: entra nella testa delle persone, e non uscirne mai

Facciamo un gioco: immagina che abbia di fronte due paia di scarpe: le prime di un marchio molto famoso (Nike, Puma, Adidas o altro ancora), e le seconde totalmente anonime.

Immagina adesso che il primo paio di scarpe costi circa 100 euro, mentre il secondo (quello anonimo) costi 70 euro.

Cosa compreresti?

La risposta pare scontata, ma tanto scontata in effetti non è: acquistando il secondo paio di scarpe, risparmieresti 30 euro (ovvero il 30%, che non è poco), tuttavia sarei pronto a scommettere che sceglieresti il primo.

Fermati e rifletti. Perchè questa scelta? se ci rifletti, a rigore, il secondo paio di scarpe ti darebbe un vantaggio economico. Che vantaggio ti darebbe invece l’acquisto del primo paio?

Pensaci meglio. Essenzialmente non avresti vantaggi. Cosa ti spinge quindi ad acquistare il primo paio di scarpe?

Esatto. il Brand (quello con la B maiuscola). Una parola che significa tutto e nulla. Ma è una parola che se ci pensi è un elemento differenziante.

Chi ti conosce si fida. Chi si fida compra. E’ una legge che deriva dal nostro essere animali sociali.

Ma come si fa a far acquisire consapevolezza del nostro Brand? anche questa risposta è molto semplice.

Si entra nella testa delle persone. E come si entra nella testa delle persone? ripetendo, come in un loop continuo, lo stesso concetto. Sempre. Costantemente.

Uno studio recentemente condotto PIIAC afferma che la maggior parte degli italiani soffre di analfabetismo funzionale.

Non è un offesa sia chiaro. Semplicemente la maggior parte di esse, non sono in grado di concentrarsi per fissare la propria attenzione su qualcosa.

Se tu sei arrivato a questo punto dell’articolo (che in questo punto è arrivato ad oltre 2000 parole), sicuramente appartieni ad una sparuta minoranza.

Lo studio conferma come sia difficile entrare nella testa delle persone. Proprio per questo il tuo messaggio deve colpire la tua audience in maniera costante, ipnotica. Come in un loop continuo.

Devi entrare nelle abitudini delle persone. In questo modo le persone ti riconosceranno. Diventerai ben presto il loro amico, il loro confidente, l’ancora di salvezza alla quale aggrapparsi per risolvere un problema.

Non sarai più uno sconosciuto. Un venditore. Sarai un consigliere fidato.

Questa strategia si applica mediante il retargeting.

Il retargeting è un elemento essenziale di ogni campagna facebook ed in generale di ogni campagna pubblicitaria che si rispetti.

Qualsiasi campagna adv deve prevedere una parte di budget specificatamente dedicata al retargeting.

Ma quali vantaggi ha il retargeting? Te ne elenco qualcuno:

  1. Il retargeting è economico
    In generale il pubblico di retargeting è molto piccolo rispetto al pubblico iniziale. Quindi il budget da spendere per raggiungerlo sarà estremamente basso.
  2. Il retargeting converte
    Chi visualizza pubblicità facebook di retargeting ti ha già conosciuto inizialmente, quindi ha già in testa il tuo brand (nel bene o nel male, sia chiaro). Di conseguenza avrà più fiducia di chi non ti conosce, e sarà più propenso ad acquistare da te (statisticamente, sia chiaro).

Su ROIBOOK parlo spesso del retargeting. Uno dei principali motivi di insuccesso di una campagna facebook è infatti quello di non considerare il retargeting all’interno della strategia complessiva.

Ma che senso ha il retargeting? perchè dovrei mostrare nuovamente le mie inserzioni a gente che non ha acquistato al primo colpo?

Ti spiego il perchè con un esempio banale, che ormai chiamo “esempio del semaforo”.

Immagina di essere in fila davanti al semaforo, con la tua bella macchina (se sei un marketer o un affiliate marketer, sicuramente avrai almeno una Ferrari o una Lamborghini, ci ho azzeccato? 🙂

Cosa fa la maggior parte delle persone, nel 2018, quando è in fila in mezzo al semaforo?

Esatto, prende il suo smartphone e legge. E cosa, statisticamente (vedi, siamo sempre la) legge quando usa il suo smartphone? bingo, facebook.

Immagina ora che a questa “persona tipo” durante la visione della foto della tizia che adora, passi davanti la campagna facebook che hai lanciato e che passi davanti il prodotto che ha sempre sognato.

Quella persona vede la tua inserzione, clicca sul link, arriva alla landing page, sta per acquistare quando…BOOOM!

Scatta il semaforo. I clacson lo assordano (ovviamente quella persona era proprio la prima della fila, che fortuna vero?), l’ansia sale, l’adrenalina è alle stelle!

Cosa succede? quella persona lancia il telefono (col rischio di disintegrarlo) ingrana la prima e sgomma come se non ci fosse un domani.

Cosa è successo a te marketer? che hai perso un potenziale cliente.

Hai perso un cliente SE non hai fatto retargeting.

Immagina adesso che quella persona, giorni dopo, sia sul divano, finalmente rilassata, tranquilla. Cosa fa oggi, nel 2018 una persona sul divano?

Ok, a parte quello. Esatto. Guarda facebook magari sul proprio smartphone.

Cosa succede se, adesso, quella persona rivede l’inserzione del tuo prodotto? diventa un tuo cliente.

Andiamo ora più sul tecnico (del resto se hai cercato una guida facebook ads, vorrai pur capire come funziona il tutto più nello specifico, giusto?)

Per effettuare il retargeting, devi costruirti delle custom audience (o pubblici personalizzati).

Sorvolando ora sul fatto che, per costruire alcuni di questi pubblici, tu debba conoscere la procedura di installazione del pixel di facebook sul tuo sito web o landing page (procedura che comunque, potrai trovare sul mio gruppo ROIBOOK), concentriamoci per un istante sull’audience da costruire.

Esistono diverse tipologie di audience di retargeting, e sono sempre legate ad un unico filo conduttore: hanno sempre già visto una tua inserzione.

Hanno avuto modo di conoscere il tuo prodotto, il tuo brand, e quindi hanno familiarità con esso.

I pubblici di retargeting che ti consiglio di creare su facebook sono i seguenti:

  • Chi ha visto la tua landing page (con una frequenza almeno pari o superiore a 2) e non ha acquistato
  • Chi ha interagito con la tua pagina facebook, ma non ha acquistato
  • Chi ha visto il 75% ed il 95% della tua video ads e non ha acquistato

Si ma qual è il miglior pubblico di retargeting? non c’è una risposta a questa domanda, devi testare.

Infine gli ultimi accorgimenti

Assicurati di testare. Testa tutto, anche quello che ti sembra banale. Questo perchè, come ripeto alla nausea anche su ROIBOOK, non tutto ciò che ti sembra banale in realtà lo è.

O per lo meno, non lo è agli occhi del tuo potenziale cliente.

A volta basta una piccola accortezza. Basta variare una piccolezza per veder letteralmente esplodere il tuo ROI.

Direi che è tempo di chiudere questa mia personale guida a facebook ads. E’ stata una faticaccia scriverla, ma alla fine ci sono riuscito.

Cosa puoi fare se ti è servita, o se semplicemente vuoi ripagarami per questa sgobbata immane? semplice, farmelo sapere nei commenti in basso.

Alla prossima!

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